Come trascorrere un week end con amici a Parigi: guida ai luoghi più cool da vedere, ai ristorantini più tipici per mangiare bene e ai locali per divertirsi la sera, senza spendere una fortuna nella Ville Lumière

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Parigi è la città dell’amore, la culla del romanticismo o almeno così ci è stata sempre descritta. Quello che invece non ci è stato detto è che la Ville Lumière è una città meravigliosa che si può visitare anche in compagnia dei più cari amici.
Parigi, la Ville Lumière, è uno dei posti più romantici al mondo. La città sembra urlare amore: gli abbracci in metropolitana, le passeggiate mano nella mano, i baci fugaci al semaforo… persino gli oggetti qui sembrano innamorati, contagiati dal fascino incredibile di Paris.
Questa meravigliosa città mi ha rapito il cuore anni fa e, quindi, farci ritorno con i miei amici mi ha regalato delle inspiegabili emozioni. Una sorpresa davvero gradita come regalo di laurea che mi ha permesso di tornare nella magica Parigi per trascorrere del tempo prezioso con delle persone a me molto care.
Un week end ci è stato sufficiente per visitare i punti più caratteristici della Ville Lumière, per concederci dei momenti di relax e per uscire a festeggiare la sera. Il nostro segreto? Scarpe comode, voglia di scoprire e tante risate spensierate.

Venerdì… la levataccia mattutina non ci ha stancato!
Il primo giorno di viaggio si sa è sempre il più pesante, perchè spesso per spostarsi in aereo è necessario alzarsi presto la mattina. Abbiamo volato da Venezia Marco Polo con Easy Jet atterrando a Paris Orly, da dove è possibile prendere un autobus che in 20-25 min fa arrivare alla stazione di Denfert-Rochereau, da dove è possibile prendere la metro per raggiungere il nostro appartamento, Maison 122 de Avenue de Parmentier. Questo elegante sei posti, situato a pochi passi da Place des Vosges, l’abbiamo trovato sul sito AirBnb, molto comodo per trovare proposte di alloggio deliziose a prezzi piuttosto vantagiosi. Le stanze sono arredate con uno stile unico, il proprietario è cordialissimo nell’illustrarci la casa e, inoltre, veniamo accolti con un ottimo calice di Bordeaux.
Dopo esserci rinfrescati siamo pronti a partire per il nostro tour, ma non prima di aver gustato una baguette farcita per pranzo! Ci spostiamo con la metro e scendiamo a Les Halles, nei pressi della magnifica cattedrale di Saint Eustache, da dove facciamo una lieve promenade fino al Centre Pompidou, l’incredibile museo progettato da Renzo Piano che ospita splendide esposizioni d’arte moderna. Dopo il tour al museo torniamo a camminare per le vie di Parigi, raggiungendo l’Île de la Cité, dove facciamo visita all’incantevole cattedrale di Notre Dame, in stile gotico francese.
Ci spostiamo infine al museo del Louvre dove ci divertiamo a fare delle simpatiche foto davanti alla piramide di vetro. Non entriamo al museo perchè l’abbiamo già visitato ma ci concediamo un po’ di meritato relax sul prato davanti al Louvre, dopo esser passati sotto l’Arc de Triomphe du Carrousel. Tocca poi allo shopping in Rue de Rivoli, tra negozietti di souvenir, store internazionali e mercatini alimentari.
Siamo tornati in zona Oberkampf (vicino al nostro appartamento in Avenue de Parmentier) dove abbiamo cenato al Pny, un delizioso ristorante che preparava dei burger artigianali. Dopo cena ci siamo spostati in zona Pigalle, siamo andati a vedere il Moulin Rouge ma poi ci siamo spostati al CPP, un localino rock per il pre serata, seguito da un po’ di movimento in una discoteca rock.

Sabato: viste panoramiche e incantevoli quadri
Il sabato mattina, dopo una colazione a base di croissant e cafè au lait, ci spostiamo verso il Musee d’Orsay, all’interno di un’antica stazione è allestita una delle più ricche collezioni di quadri impressionisti. Per pranzo ci rilassiamo nei deliziosi Giardini di Lussemburgo, nei paraggi dei quali abbiamo trovato dei favolosi mercatini vintage. Dopo pranzo è la volta della Tour Eiffel, la monumentale costruzione preparata per l’Expo Universale del 1889 e mai più rimossa da Parigi. La vista è incredibile ed emozionante, da qui si scattano immagini indimenticabili e ci si lascia incantare dal fascino unico della Ville Lumière. Una volta scesi dalla torre ci dirigiamo verso il Trocadero, da dove è possibile scattare delle bellissime immagini della mastodontica costruzione in ferro.
Rientriamo all’appartamento per prepararci alla cena e veniamo tentati da dei golosissimi macarons ripieni, esposti in vetrina di una patisserie nella via della Maison 122: ci sembra doveroso fermarci e gustarci questi dolcetti, un aperitivo un po’ insolito ma obbligatorio nella città di Parigi.
La cena del sabato sera è al Chez Plumeau, un delizioso ristorantino nella collinetta di Montmartre, dove, seduti sotto una pergola di glicine, gustiamo piatti tipici della nouvelle cuisine francese. Dopo cena la visita al Sacre Coeur è d’obbligo, così come una foto dalla terrazza panoramica da cui ammiriamo tutta la città illuminata.
Prima di andare a coricarci abbiamo brindato in un particolarissimo locale in zona Oberkampf, dove la musica è buona e altrettanto i cocktail, perfetti alleati di un sabato sera parigino.

Domenica, l’ultimo giorno per salutare la città
L’ultimo giorno del nostro viaggio inizia con cappuccino e pain au chocolat, una prelibatezza che non possiamo fare a meno di provare. Ci spostiamo con la metro fino all’Arc de Triomphe, dove visitiamo il museo e poi ci incamminiamo lungo gli Champs Elysées per un po’ di shopping, fino a raggiungere Place de la Concorde, la piazza dell’obelisco. Prima di tornare a prendere le valigie facciamo tappa a Place de Vosges, ci rilassiamo sul parco gremito di amici, bambini e giovani innamorati. Un ultimo acquisto prima di incamminarci è d’obbligo, specie se si tratta di una scatola con una decina di Macarons dei gusti più svariati.
Infine abbiamo fatto ritorno verso l’aeroporto di Orly, tristi perchè lasciavamo questa incantevole città ma certi che presto saremmo tornati a passeggiare insieme per le vie della romanticissima Paris!

“Perché non qui? Perché non ora? Quale posto migliore di Parigi per sognare?” (Ratatouille)

Testi e foto | Gioia Pellattiero

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